Scuola e IstruzioneI principali riferimenti legislativi che sostanziano il piano di diritto allo studio, sono costituiti innanzitutto dagli articoli 3 e 34 della Costituzione, i quali sanciscono i principi fondamentali relativi allo sviluppo della persona umana e all'istruzione dei cittadini, dalla L.R. 20/3/1980 n. 31, la quale disciplina le funzioni amministrative attribuite ai Comuni, singoli o associati, al fine di garantire il Diritto allo Studio, ai sensi dell'art. 45 del D.P.R. 24/7/1977, n. 616, e ai sensi dell'art. 3 dello Statuto della Regione Lombardia, nonché dalla L.R. 6/8/2007 n. 19 "Norme sul sistema educativo di educazione e formazione della Regione Lombardia". Il Piano intende affermare i criteri fondamentali alla base dell'azione dell'Amministrazione Comunale nel compito dell'istruzione e dell'educazione. Si tratta di garantire le strutture indispensabili al fine di promuovere e sostenere una scuola impegnata nell'alfabetizzazione culturale (le diverse intelligenze linguistiche legate alle discipline e ai loro linguaggi: la lingua parlata, le lingue scritte, il calcolo, il linguaggio visivo, il linguaggio gestuale e mimico, internet) e nell'educazione alla cittadinanza. La scuola, da un lato, ha il compito di introdurre gli alunni dentro il patrimonio della loro cultura di appartenenza, aiutandoli nel percorso di costruzione della propria identità in una dimensione sempre più consapevole, dall'altro e proprio a partire dalla propria identità culturale, di aprire alla più grande dimensione dell'incontro con le diverse culture. Cittadini del proprio paese e cittadini del mondo, persone informate e solidali, aperte consapevolmente al cambiamento e all'incontro con l'altro. Per i Comuni la scuola è un ambito in cui sono impegnate significative risorse e non solo finanziarie ed organizzative ma anche promotrici di un'autonomia scolastica reale. Infatti se da un lato la scuola opera oggi in uno scenario non ancora pienamente definito perché è in corso di attuazione una radicale riforma del sistema scolastico, dall'altro è pur sempre chiamata in quella dimensione di autonomia che l'art. 21 della Legge Bassanini n. 59/1997 ha introdotto segnando una svolta epocale nel sistema scolastico, conferendo alle scuole personalità giuridica, autonomia finanziaria ed amministrativa, condizioni queste indispensabili per l'acquisizione di autonomia organizzativa, didattica e di sperimentazione. Il Regolamento sull'autonomia richiede una scuola sempre meno autoriferita e sempre più radicata nella comunità sociale nella quale è inserita e tutte le componenti (alunni, tutto il personale scolastico, le famiglie, gli Enti, tutto il territorio) agiscono in un modo o in un altro la loro responsabile partecipazione al funzionamento dell'Istituzione stessa nell'espressione della propria identità specifica.
Alcuni accenni alle novità introdotte nella Scuola con le recenti riforme:
opzionale/facoltativa;
L'impegno dell'Amministrazione Comunale abbraccia più interventi che possiamo suddividere sostanzialmente in 3 settori: 1. spese relative al funzionamento generale:
2. contributi a sostegno dell'attività didattica/educativa e allo studio:
3. Contributi per l'inserimento dei minori con difficoltà di sviluppo e/o di apprendimento e per la prevenzione dell'abbandono scolastico:
In riferimento alla Educazione Permanente degli adulti, l'Amministrazione partecipa alle fasi progettuale ed attuativa, in collaborazione anche con altre istituzioni quali il Centro Territoriale per l'Educazione Permanente degli adulti e l'Istituto Comprensivo, a supporto di iniziative culturali e di formazione.
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